Il profilo del lavoratore nel post-emergenza: competenze necessarie e scenari futuri

Nessun lavoratore dovrebbe trovarsi impreparato di fronte alle trasformazioni sociali e i cambiamenti che avvengono nel mercato del lavoro. Ma come si fa a restare sempre al passo in un mondo in continua evoluzione? Qual è il profilo ideale del lavoratore nel post-emergenza? Quali saranno le skill più richieste? Quali le competenze necessarie per adattarsi al nuovo contesto? Quali i settori in cui si avranno le maggiori occasioni occupazionali?

CBS Lavoro ha provato a rispondere a queste domande delineando una serie di competenze necessarie per sopravvivere nel mercato del lavoro post-pandemia. Ecco le skill individuate – alcune da sempre necessarie, altre, invece, particolarmente importanti nel futuro.

Fondamentali saranno le competenze digitali: il distanziamento fisico e le misure di contenimento, infatti, hanno costretto e spinto tutte le aziende a investire nella digitalizzazione. In questo contesto di cambiamento, verrà dato sempre più spazio ai lavoratori che hanno le abilità tecnologiche ovvero quelle che consentono di individuare, utilizzare e creare contenuti utilizzando le tecnologie informatiche. Dalle competenze di base – come l’uso del computer – fino a quelle più specifiche come la programmazione informatica, lo sviluppo di sistemi software e il digital marketing.

Una profilo che potrebbe essere molto ricercato nel futuro mondo del lavoro è l’analista dei dati (Data Analyst) ovvero la persona che, in collaborazione con i diversi reparti dell’Azienda, si occupa dell’analisi statistica dei dati, comprende rapidamente le tendenze in corso, identifica i problemi che rallentano attività e business aziendale e suggerisce soluzioni.

Un’attività sempre fondamentale – nel mondo del lavoro di oggi e domani – è sicuramente la formazione, necessaria per ottenere benefici sia in termini di produttività che di rendimento. Studiare, acquisire nuove competenze, aggiornarsi, seguire corsi di qualificazione e riqualificazione professionale.

Infine, le competenze relazionali e comportamentali, quelle che comunemente vengono definite soft skill. Ne abbiamo individuate tre che nella valutazione complessiva del profilo ideale del lavoratore in post-pandemia, risultano particolarmente rilevanti: la creatività, la flessibilità e il pensiero critico.

  • Creatività ovvero la capacità di innovarsi, rinnovarsi, adattarsi ai cambiamento, reinventarsi.
  • Pensiero critico inteso come la capacità di valutare le informazioni, analizzarle e avere un pensiero autonomo.
  • Flessibilità in riferimento alla capacità di adattarsi al cambiamento e adeguarsi ai luoghi di lavoro in continua evoluzione.
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