Il sé preferito, la parte migliore di noi nel lavoro

Alteriamo i muscoli del nostro volto per interpretare la parte migliore di noi, quotidianamente. Viviamo la nostra vita come se fosse uno spettacolo continuo, alternandoci tra l’essere attori e l’essere spettatori.

Ci svegliamo consapevoli di vivere in una società desiderosa di correre, che ci impone di essere flessibili, multiformi, di mostrare e dimostrare di adattarsi a qualsiasi circostanza che si presenta. Nel mondo del lavoro siamo fisicamente coinvolti, emotivamente immersi, cognitivamente produttivi, con un diverso livello di intensità.

Il professore William A. Kahn – uno dei fondatori del concetto di engagement delle persone sul lavoro – ha brillantemente illustrato il nostro coinvolgimento mentre svolgiamo un’attività: ha parlato delle modalità con cui scegliamo di coinvolgerci in quello che facciamo e ha affermato che ognuno di noi possiede un “sé preferito” che permette di essere creativi, energici, autentici e di dare il meglio durante l’attività lavorativa.

Coltivare il nostro “sé preferito” ci permette di sviluppare una crescita personale e lavorativa, nutrirlo ci spinge a mettere passione in quello che facciamo, ci dà la possibilità di scoprire competenze che neanche conoscevamo, ci rende orgogliosi quando raggiungiamo obiettivi che sembravano impossibili, ci consente di estirpare il timore e trovare il coraggio per fare ciò che desideriamo.

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